Abstract. Vulnerability has been associated both to humans and non-humans to describe their internal or external exposure to risk and damage, assuming distinctive substantial and methodological characteristics. Whereas ethics and feminist studies explored the inherent and contextual vulnerability of individuals, development and peace and conflict scholarship generated precise sets of indicators and criteria to qualify vulnerable States and measure their level of fragility. This contribution explores a recent trend, where the European Union and its Member States claim to be vulnerable to the threat posed by irregular migrants to hide their unwillingness to manage migration. The current migration “crisis” at the EU-Belarus border seems to prove that such a political manipulation of vulnerability might lead to the paradoxical end of the right to asylum, where States are allowed to derogate from human rights law to protect their borders against irregular migrants.

La vulnerabilità viene associata sia all’essere umano che al non-umano al fine di descrivere l’esposizione interna o esterna a rischi e danni, assumendo caratteristiche sostanziali e metodologiche differenti. Mentre gli studi femministi ed etici hanno esplorato la vulnerabilità inerente e contestuale degli individui, la dottrina sullo sviluppo e gli studi su pace e conflitto hanno generato precisi set di indicatori e criteri per qualificare gli Stati vulnerabili e misurare il loro livello di fragilità. Questo contributo esplora una tendenza recente in cui l’Unione Europea e i suoi Stati Membri si dichiarano vulnerabili alle minacce poste da migranti irregolari per nascondere la mancanza di volontà di gestire la migrazione. L’attuale “crisi” migratoria al confine tra UE e Bielorussia sembra dimostrare che tale manipolazione politica della vulnerabilità possa portare alla paradossale fine del diritto di asilo tale per cui gli Stati potrebbero derogare dal diritto dei diritti umani per proteggere i propri confini dai migranti irregolari.

VULNERABLE STATES, THREATENING MIGRANTS. THE PARADOXICAL END OF THE RIGHT TO ASYLUM.

chiara scissa
2022

Abstract

La vulnerabilità viene associata sia all’essere umano che al non-umano al fine di descrivere l’esposizione interna o esterna a rischi e danni, assumendo caratteristiche sostanziali e metodologiche differenti. Mentre gli studi femministi ed etici hanno esplorato la vulnerabilità inerente e contestuale degli individui, la dottrina sullo sviluppo e gli studi su pace e conflitto hanno generato precisi set di indicatori e criteri per qualificare gli Stati vulnerabili e misurare il loro livello di fragilità. Questo contributo esplora una tendenza recente in cui l’Unione Europea e i suoi Stati Membri si dichiarano vulnerabili alle minacce poste da migranti irregolari per nascondere la mancanza di volontà di gestire la migrazione. L’attuale “crisi” migratoria al confine tra UE e Bielorussia sembra dimostrare che tale manipolazione politica della vulnerabilità possa portare alla paradossale fine del diritto di asilo tale per cui gli Stati potrebbero derogare dal diritto dei diritti umani per proteggere i propri confini dai migranti irregolari.
Abstract. Vulnerability has been associated both to humans and non-humans to describe their internal or external exposure to risk and damage, assuming distinctive substantial and methodological characteristics. Whereas ethics and feminist studies explored the inherent and contextual vulnerability of individuals, development and peace and conflict scholarship generated precise sets of indicators and criteria to qualify vulnerable States and measure their level of fragility. This contribution explores a recent trend, where the European Union and its Member States claim to be vulnerable to the threat posed by irregular migrants to hide their unwillingness to manage migration. The current migration “crisis” at the EU-Belarus border seems to prove that such a political manipulation of vulnerability might lead to the paradoxical end of the right to asylum, where States are allowed to derogate from human rights law to protect their borders against irregular migrants.
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