La Direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (CDSM) ha voluto segnare un cambio di marcia e direzione nell’approccio alle eccezioni al diritto d’autore europeo, optando per l’introduzione di norme di natura obbligatoria ed in larga parte non derogabili dall’autonomia privata. La svolta giunge in risposta alle severe critiche mosse da dottrina e stakeholder sugli effetti distorsivi della natura opzionale delle eccezioni proposte sino a quel momento dall’armonizzazione comunitaria. Gli artt.3-6 CDSMD, che intervengono su temi centrali per l’accesso alla cultura, la preservazione del patrimonio culturale e il diritto all’educazione e alla ricerca, lasciano tuttavia ai legislatori nazionali ampi margini di discrezionalità su elementi chiave, e mancano di offrire linee guida utili al coordinamento delle nuove disposizioni con eccezioni già previste da direttive precedenti o dagli ordinamenti statali. A più di un anno dal termine fissato per la trasposizione, la frammentazione e disorganicità delle soluzioni normative adottate o proposte dagli Stati membri confermano i timori sollevati in fase di sua approvazione. Nel fornire una mappatura dello stato dell’armonizzazione, questo articolo offre (a) una analisi “verticale” delle divergenze nazionali nell’implementazione degli artt. 3-6 CDSMD e dei loro effetti negativi rispetto al perseguimento degli obiettivi delle singole norme, nonché (b) una valutazione “orizzontale” delle occasioni perse dai legislatori degli Stati membri, tanto rispetto ai margini di discrezionalità loro rimessi quanto nel coordinamento ed aggiornamento delle discipline nazionali, nonché delle conseguenze di tale “inerzia” sul bilanciamento tra diritto d’autore e accesso alla cultura, preservazione del patrimonio culturale e diritto all’educazione e alla ricerca.

Dall'armonizzazione alla frammentazione: obiettivi e fallimenti della Direttiva Copyright (2019/790/UE) in materia di ricerca, educazione e accesso al patrimonio culturale

Sganga, C.
2023-01-01

Abstract

La Direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (CDSM) ha voluto segnare un cambio di marcia e direzione nell’approccio alle eccezioni al diritto d’autore europeo, optando per l’introduzione di norme di natura obbligatoria ed in larga parte non derogabili dall’autonomia privata. La svolta giunge in risposta alle severe critiche mosse da dottrina e stakeholder sugli effetti distorsivi della natura opzionale delle eccezioni proposte sino a quel momento dall’armonizzazione comunitaria. Gli artt.3-6 CDSMD, che intervengono su temi centrali per l’accesso alla cultura, la preservazione del patrimonio culturale e il diritto all’educazione e alla ricerca, lasciano tuttavia ai legislatori nazionali ampi margini di discrezionalità su elementi chiave, e mancano di offrire linee guida utili al coordinamento delle nuove disposizioni con eccezioni già previste da direttive precedenti o dagli ordinamenti statali. A più di un anno dal termine fissato per la trasposizione, la frammentazione e disorganicità delle soluzioni normative adottate o proposte dagli Stati membri confermano i timori sollevati in fase di sua approvazione. Nel fornire una mappatura dello stato dell’armonizzazione, questo articolo offre (a) una analisi “verticale” delle divergenze nazionali nell’implementazione degli artt. 3-6 CDSMD e dei loro effetti negativi rispetto al perseguimento degli obiettivi delle singole norme, nonché (b) una valutazione “orizzontale” delle occasioni perse dai legislatori degli Stati membri, tanto rispetto ai margini di discrezionalità loro rimessi quanto nel coordinamento ed aggiornamento delle discipline nazionali, nonché delle conseguenze di tale “inerzia” sul bilanciamento tra diritto d’autore e accesso alla cultura, preservazione del patrimonio culturale e diritto all’educazione e alla ricerca.
2023
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