La tutela penale del cyberspazio è stata, per lungo tempo, il terreno privilegiato di una politica criminale quasi esclusivamente “armonizzata” a livello internazionale ed europeo. Negli ultimi anni, tuttavia, emergono due tendenze divergenti. Da un lato, nella dimensione globale si registra una rilevante evoluzione con l’adozione della Convenzione ONU contro il Cybercrime (2024) e la Draft Policy on Cyber-Enabled Crimes (2025) dell’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale, che qualificano il cybercrime come una minaccia rilevante nell’interesse dell’intera comunità internazionale. Dall’altro lato, si moltiplicano in questa materia le iniziative unilaterali dei legislatori statali, soprattutto in aree percepite come strategiche per la sicurezza e l’interesse nazionale (ad esempio, attacchi ransomware, FIMI, disinformazione). La ricerca analizza criticamente questa sovrapposizione di interventi penalistici, assumendo il concetto di (cyber)sicurezza come prisma interpretativo che scompone – ma al tempo stesso connette – la politica criminale in materia di cybercrime, tra equilibrio geopolitico globale e tutela della sicurezza nazionale.

La recente “disciplina penale” del cybercrime tra armonizzazione internazionale e interventi nazionali: convergenze parallele?

Fiorinelli, Gaia
2025-01-01

Abstract

La tutela penale del cyberspazio è stata, per lungo tempo, il terreno privilegiato di una politica criminale quasi esclusivamente “armonizzata” a livello internazionale ed europeo. Negli ultimi anni, tuttavia, emergono due tendenze divergenti. Da un lato, nella dimensione globale si registra una rilevante evoluzione con l’adozione della Convenzione ONU contro il Cybercrime (2024) e la Draft Policy on Cyber-Enabled Crimes (2025) dell’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale, che qualificano il cybercrime come una minaccia rilevante nell’interesse dell’intera comunità internazionale. Dall’altro lato, si moltiplicano in questa materia le iniziative unilaterali dei legislatori statali, soprattutto in aree percepite come strategiche per la sicurezza e l’interesse nazionale (ad esempio, attacchi ransomware, FIMI, disinformazione). La ricerca analizza criticamente questa sovrapposizione di interventi penalistici, assumendo il concetto di (cyber)sicurezza come prisma interpretativo che scompone – ma al tempo stesso connette – la politica criminale in materia di cybercrime, tra equilibrio geopolitico globale e tutela della sicurezza nazionale.
2025
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
0255_RIID_2025_02Fiorinelli.pdf

accesso aperto

Tipologia: Documento in Pre-print/Submitted manuscript
Licenza: Creative commons (selezionare)
Dimensione 360.85 kB
Formato Adobe PDF
360.85 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11382/584113
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
social impact